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GALZERANO, Giuseppe. Michele Schirru. Vita, viaggi, arresto, carcere, processo e morte dell’anarchico italo-americano fucilato per l’«intenzione» di uccidere Mussolini.
Articolo pubblicato online il 29 gennaio 2007
Ultima modifica il 13 gennaio 2008

di r-c.
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Galzerano Editore, 2006, pag. 1136 con 80 foto

Galzerano editore, 84040 Casalvelino Scalo (Sa), Italie (tél. : 0974 62028 Email.

L’anarchico Michele Schirru, nato a Padria (Sassari nel 1899, vissuto nella vicina Pozzomaqqiore,
emiqrato neqli Stati Uniti, cittadino americano, tornato in Italia nel 1930, a Roma
la sera del 3 febbraio 1931 - sorpreso a letto con una ballerina ungherese - viene arrestato.
Trovato in possesso di due bombe e di una pistola, dichiara senza alcuna esitazione ma con
fierezza, lucidità e orgoglio rivoluzionario, che la sua è di uccidere il duce Benito
Mussolini, che qli ha ispirato da sempre e lo ritiene -come ha scritto nel
Testamento politico - prevedendo che scatenerà una
nuova guerra.
Alla notizia dell’arresto, in Sardegna, la sorella, segretaria del fascio femminile, e il fratello
sacerdote, lo rinnegano. Altrettanto fa il padre in Francia. Ma in Italia e soprattutto all’estero
c’è chi lo approva e lo ammira, facendone l’apologia e subendo processi e persecuzioni. Finanche
Mussolini esprimerà la sua ammirazione…
Durante i quattro mesi di detenzione, le lettere che scrive alla moglie e ai figli, al padre e ai
compaqni venqono illeqittimamente sequestrate dalle autorità fasciste e sono pubblicate per la
prima volta nel volume.

Pur essendo cittadino americano il governo degli Stati Uniti lo abbandona inspiegabilmente
nelle mani sanguinanti dei fascisti. Deferito al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato,
processato il 28 maggio 1931, Michee Schirru - che non è colpevole né di aver commesso né
di aver tentato alcun atto per realizzare il suo proposito - è spietatamente condannato a morte,
tra gli applausi dei fascisti e della stampa asservita al regime. La condanna è un’aberrante
mostruosità giudiziaria. La fucilazione alla schiena viene eseguita all’alba del giorno dopo.

Il plotone d’esecuzione -per ordine di Mussolini - è formato da ventiquattro volontari sardi.
Dopo aver rifiutato i conforti religiosi e prima che il piombo dei sicari fascisti squarci il petto
generoso ed eroico, Michele Schirru grida alle coscienze dei suoi assassini: Viva la Libertà! Viva l’Anarchia!>. Nella ricorrenza dei defunti i poliziotti arrestano sei
persone sorprese a spargere furtivamente dei fiori sulla tomba illacrimata: per quel gesto di
umana pietà subiranno confino e persecuzioni fino alla caduta del fascismo.

L’opera - avvalendosi di una vasta, inedita e minuziosa ricerca archivistica e giornalistica -
documenta e ricostruisce, con rigore storico-politico e con una coinvolgente passione civile, la
vita del giovane tirannicida anarchico italo-americano e tutte le drammatiche vicende legate al
suo tentativo. Oltre a documenti inediti e riservati il volume recupera e riporta gli introvabili
articoli apparsi sulla stampa anarchica e antifascista pubblicata durante l’esilio in Europa,
America, Australia e Africa, documentando un dibattito vivo e appassionato su come liberare
l’Italia daqli artiqli e dai talloni fascisti e trasmettono il clima della coinvolgente tensione
politica.

Storia sconosciuta e palpitante di un combattente e di un eroe solitario che si batte per la libertà
e la dignità del popolo italiano, soggiogato e calpestato dal fascismo.

In copertina:

Francisco Goya, La fucilazione del 2 marzo 1808 (Museo del Prado, Madrid).

Foto di Michele Schirru.

Avanti! del 6 giugno 1931.


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