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SBARDELLOTTO, Angelo (Nato 1 Agosto 1907, Villa di Villa (Venezia) - Fucillato 17 giugno 1937, Roma)
Storia del mancato attentato di Angelo Sbardellotto, l’anarchico bellunese che dal Belgio scese tre volte in Italia con l’intenzione di uccidere Benito Mussolini
Articolo pubblicato online il 7 maggio 2007

di r-c.
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Arturo Sbardellotto, giovane anarchico bellunese cresciuto alla dura scuola dell’emigrazione e della miniera, maturò la sua coscienza politica e il suo antifascismo nel senso di una entusiastica adesione all’ideale anarchico. Arrestato nel pomeriggio del 4 giugno 1932 in Piazza Venezia, viene trovato in possesso di una rivoltella e di due bombe, non esita a rivendicare l’intenzione di voler uccidere Mussolini, così come fecero gli anarchici lucetti e Schirru.

La vicenda giudiziara e politica di Sbardellotto è stata riesumata l’anno scorso [2004] dalla polvere degli archivi di Stato grazie al prezioso libro di une studioso salemitano Giuseppe Galzerano: "Vita processo e morte dell’emigrante anarchico fucilato per l’intenzione di uccidere Mussolini".

Lui voleva uccidere il capo del fascismo e progettò per tre volte un attentato a Mussolini, ma non passò mai dall’intenzione all’azione.

Il 16 giugno 1932 venne processato dal Tribunale Seciale per la Difesa dello Stato e dopo appena due ore di processo-farsa, evitando la domanda di grazia "Ma che pentito e pentito, io rimpiango solo di non averlo ammazzato", venne condannato a morte solo per avuto l’intenzione di uccidere Mussolini. Fu un’infamia e allo stesso tempo una barbarie giudiziaria e politica. Il 17 giugno, dopo che Sbardellotto rifiutò la presenza del prete, la milizia fascista lo fucilò dopo aver aggiunto una nuova pena: quella di fargli assistere, 30 minuti prima, alla fucilazione di Domenico Bovone, un antifascista genovese.

Il suo corpo non fu reso alla famiglia e fu seppellito di nascosto.

Siamo convinti che Sbardellotto meriterebbe dallo almeno un atto postumo di riabilitazione, poché fu condannato da un tribunale illegittimo e sulla base di una sentenza ingiusta e abnorme anche per il codice fascista.

Intanto il suo libro ha già ottenuto un risultato: riabilitare la persona di Angelo Sbardellotto agli occhi dei compaesani.

Emilio Isotton, ex sindaco di Mel, afferma: "È così; la ricerca dello studioso Giuseppe Galzerano ci ha restituito la dignità di un oppositore al regime fascista".

Al fine di ricordarlo degnamente nel suo paese natale, il Circolo Anarchico ’Sbardellotto’ di Belluno ha presentato al nuovo sindaco di Mel, Ruggero Dalle Sasse, la richiesta di poter installare in un luogo visibile una iscrizione marmorea dedicata al giovane anarchico che immolò la sua vita nel tentativo di liberare la società italiana dalla tirannide fascista.

Circolo Anarchico Angelo Sbardellotto, "Per amore della libertà", Germinal N°97 (maggio 2005).


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