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12 ottobre 2014,Villafalletto. Omaggio a Vincenzina Vanzetti a vent’anni dalla morte.
Articolo pubblicato online il 23 settembre 2014
Ultima modifica il 24 settembre 2014

di r-c.
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OMAGGIO A VINCENZINA

Omaggio a Vincenzina Vanzetti a vent’anni dalla morte.

Gli amici di Vincenzina, Marcello Garino, Luigi Botta, Anita Olivero, Alberto Gedda, Antonio Lombardo, invitano quanti l’hanno conosciuta ad un incontro a Villafalletto il 12 ottobre 2014, dalle ore 16, in Sala Tavio Cosio, a metà del Corso Sacco e Vanzetti. Sarà presente Giovanni Vanzetti, nipote di Bartolomeo e Vincenzina.

Vincenzina era del 1903 ed aveva 5 anni quando il suo Tumlìn era partito per l’America: non ha mai avuto una corrispondenza con lui, ma suo fratello lontano, quando scriveva alla sorella Luigina o al padre finiva volentieri la lettera con "un bacio da me a Cenzina ed Ettore". Lei non si ricordava il viso e non lo avrebbe visto mai più: per anni la sorella Luigia aveva conservato tutte quelle lettere, quei giornali e i ricordi di quel viaggio, di quell’inutile viaggio per salvarlo. Vincenzina registrava tutto, viveva tutto in silenzio, gli anni di tragedia, le perquisizioni del regime, l’isolamento, la morte uno per volta, dei suoi cari.
Dopo la morte di Luigina, dal 1958, Vincenzina prendeva in mano l’iniziativa della lotta per la Riabilitazione dei due anarchici accusati di un crimine mai commesso e assassinati dallo Stato del Massachusetts.

SENZA VINCENZINA VANZETTI NON CI SAREBBE STATA LA DICHIARAZIONE DI RIABILITAZIONE DEL 1977. Cinquant’anni dopo quel tragico 1927, il governatore del Massachusetts, Michael Dukakis, riconosceva che il processo era stato fin dall’inizio inquadrato in un clima di caccia alle streghe, inficiato di pregiudizio e razzismo, e che quindi "Ogni stigma ed onta dovesse essere allontanata dalle figure di Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco e dalla loro progenie". Non era tutto ciò che la famiglia avrebbe voluto, non era la revisione del processo, non era una sentenza di assoluzione, ma era la prima volta che uno stato della pena di morte legale riconosceva, attraverso la sua istituzione più alta, il governatore, di essersi sbagliato a condannare due innocenti. Da quel momento anche in Italia le istituzioni cominciarono lentamente a sbloccare il silenzio e l’isolamento con le quali le lotte di Vincenzina, e Vincenzina stessa, erano state trattate. "Se la polizia li ha presi, qualcosa han fatto": per decenni è stato il sentire comune. Abbiamo impiegato decenni ad accettare Tumlin come nostro degno e dignitoso concittadino. Sì, era colpevole -ed egli stesso lo disse nella sua ultima requisitoria al processo- "di essere anarchico e di essere italiano ed è per questo che voi mi condannate".

Il Convegno, o meglio l’incontro, ricorderà questi due temi di Vincenzina: la sua vita, quanti l’hanno conosciuta come persona, e la lotta per la Riabilitazione del fratello. Non sono temi divisibili come nel pane non si può dividere il lievito dalla farina. Ognuno la ricorderà per quel tratto di strada fatto insieme quando lei da anni già camminava .

Vi saranno interventi sonori della stessa Vincenzina Vanzetti, grazie a registrazioni conservate da Luigi Botta e Alberto Gedda.

Dialogheranno coi presenti e racconteranno delle loro esperienze con la sorella di Bartolomeo:
- Luigi Botta, storico del caso Sacco e Vanzetti, che fornirà anche aggiornamenti sulle vicende storiche del caso;
- Marcello Garino, amico di famiglia e rappresentante negli anni ’70 del Comitato Provinciale Sacco e Vanzetti;
- Alberto Gedda, giornalista Rai ed allora giovane amico di Vincenzina, autore di due libri con le lettere di Bartolomeo;
- Annita Olivero tenace insegnante già dell’Istituto Comprensivo scolastico "Bartolomeo Vanzetti";
- Antonio Lombardo, corelatore e responsabile del primo convegno pubblico sul caso a Villafalletto nel 1987;
- Tobia Imperato, storico, che nel 1977 murò a Villafalletto, nel corso della commemorazione, la lapide che ricorda il sacrificio dei due anarchici ;
- quanti l’hanno conosciuta e desidereranno ricordarla.

Alla fine dell’incontro verrà proiettato il filmato sul funerale dei due innocenti avvenuto a Boston il 28 agosto 1927 e recentemente recuperato e restaurato dalla "Sacco and Vanzetti Commemoration Society".

Chi lo vorrà potrà condividere coi presenti un mazzo di fiori alla tomba di Vincenzina mezz’ora prima dell’inizio dell’incontro.

GLI AMICI DI VINCENZINA

Dante, nipote di Nicolà Sacco e Vincenzina Vanzetti, {Il Tempo} 21 Luglio 1977
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